Autostima e stili educativi: nessuno nasce preparato all'essere genitore!

 

Il genitore deve resistere all’impulso di cercare             
 

di costruire il figlio che lui vorrebbe

avere, e aiutarlo invece a sviluppare appieno, secondo i suoi ritmi,

 le sue potenzialità, a diventare quello che lui vuole essere,

in armonia con al sua dotazione naturale

e come risultante della sua individualissima storia.
(Bruno Bettelheim)

La nostra autostima è strettamente legata alla nostra infanzia e alle prime relazioni importanti che abbiamo  avuto con le figure che si prendono cura di noi, genitori, nonni, insegnanti….

Satir nel 1972  scrive : “Un bambino quando viene al mondo,non ha né passato né esperienza  da cui trarre indicazioni per gestire se stesso, nessuna scala  grazie a cui giudicare le sue capacità. Deve basarsi sulle esperienze che ha con le persone che gli stanno intorno e sui messaggi che esse gli inviano riguardo il suo valore come persona”.

Il bambino, quindi, si basa sui criteri esterni  per avere conferma delle sue capacità, delle sue competenze e del proprio valore personale.  Si aspetta, quindi, amore e approvazione dalle persone che sono per lui significative (genitori, nonni, insegnanti),  ed è totalmente dipendente da loro.  Se vengono a mancare le figure genitoriali di riferimento, se non è  garantito il soddisfacimento dei bisogni primari di un bambino, se vi sono esperienze di rifiuto, se vi è  carenza affettiva ed eccessive richieste da parte degli adulti si può sviluppare una bassa autostima.

Noi genitori  possiamo sicuramente fare molto per i nostri bambini adottando uno stile educativo  che aiuti il bambino a crescere con una buona autostima e in grado di fronteggiare le difficoltà della vita.  Come ci ricorda Jonas Salk: “I buoni genitori danno ai figli radici e ali. Radici per sapere dove è la loro casa, ali per volare via e mettere in pratica ciò che è stato loro insegnato”.

Alcune ricerche di Maccoby e Martin del 1983 hanno dimostrato che alcuni stili educativi possono avere un effetto sulla personalità dei proprio figli e sulla loro autostima.  Lo stile educativo    è  l'insieme di comportamenti, atteggiamenti utilizzati dal genitore  nella relazione con con il figlio.  Proviamo a soffermarci   sinteticamente  su alcuni  stili educativi.

Stile autoritario: è uno stile educativo caratterizzato da ostilità e severità , in cui il genitore adotta nell’educazione dei figli principi molto rigidi, con regole e punizioni che devono essere accettate senza discutere.  In questo tipo di stile educativo il genitore pretende l’obbedienza senza dare informazioni e spiegazioni sul perché, usa punizioni rigide e intimidazioni,raramente loda e apprezza il bambino, ma esprime valutazioni e giudizi,impone regole assolute e inflessibili,tenta di plasmare il figlio secondo un suo ideale  e non accetta il figlio per quello che è, scoraggia il dialogo e una comunicazione con il figlio. E’ uno stile in cui vi è un eccesso di controllo sul comportamento dei figli.

Stile permissivo: in questo stile educativo il bambino è completamente “libero” senza limiti e regole. Il genitore non è severo e non pretende nulla dai figli, è tollerante in maniera eccessiva, non si sente responsabile di correggere i figli, soddisfa ogni desiderio  del figlio anche se privo di senso, consulta il bambino sulle decisioni da prendere. Non sono imposte né regole né punizioni che possano condizionare i figli, né durante l’infanzia né dopo.

Stile trascurante-rifiutante: in questo stile non vi è il  controllo dei figli e non si pretende nulla da loro, non si fornisce sostegno e affetto. Il genitore si preoccupa principalmente di se stesso e delle proprie attività, non si coinvolge nella vita del bambino e non si interessa alle sue attività, non comunica con il bambino e non tiene conto dei suoi sentimenti, delle sue emozioni, dei suoi desideri e  non sente, quindi,  responsabilità educative.

Stile autorevole:  in questo stile educativo il genitore ha idee chiare sul tipo di regole da dare ai figli, si interessa al bambino e richiede risultati adeguati alle sue capacità, mostra i suoi sentimenti in modo autentico e rispetta i sentimenti e i desideri del bambino,  accetta incondizionatamente il bambino ma non sempre approva il suo comportamento,dà spiegazioni per le decisioni che assume, sa dire di no al bambino, manifesta fiducia verso sé stesso e verso il figlio, sa essere assertivo. Inoltre, gli  obiettivi sono decisi  insieme e viene  promosso lo scambio tra genitore e bambino. Quest’ultimo stile educativo fa sviluppare nel bambino un' autostima adeguata: il bambino cresce fiducioso nelle proprie capacità e consapevole dei propri limiti, sviluppa senso critico e buone capacità di adattamento, sa cooperare e rapportarsi con i coetanei in maniera adeguata, è motivato rispetto agli obiettivi che vuole raggiungere. Lo stile autorevole  aiuta  il bambino a diventare quello che è e non quello che i genitori vorrebbero.

Stile iperansioso: in questo caso il genitore ha paura di tutto, soprattutto ha paura dell’incolumità fisica del bambino. Frasi tipiche che si possono sentire in questo stile sono: “Non salire sull’albero, che potresti cadere” , “Non correre, che potresti inciampare e poi ti fai male”, "Non uscire che fa freddo e poi ti ammali”. In questo caso il bambino potrebbe crescere un po' insicuro e convinto che nella vita quasi tutto  è pericoloso.

Stile iperprotettivo: in questo stile il genitore tende a rimuovere qualsiasi frustrazione alla vita del bambino, ingigantendo la portata di ogni minima sofferenza o fastidio.  Tali genitori  tendono ad eliminare ogni fonte di disagio dalla vita del bambino, in questo modo il bambino cresce con una bassa tolleranza alle frustrazioni e a volte con eccessivo egocentrismo.

Stile ipercritico: questo stile è caratterizzato da un’elevata frequenza di critica nei confronti del bambino sotto forma di rimproveri eccessivi, manifestazioni di biasimo, commenti moralistici, messa in ridicolo del bambino, svalutazione del bambino. Il genitore è sempre pronto a sottolineare quello che nel bambino non va, è sempre pronto a coglierlo in fallo, senza soffermarsi sugli aspetti positivi  e  sui comportamenti adeguati del bambino. Questo stile  può portare il bambino ad essere ansioso, ad avere paura di sbagliare, di essere disapprovato e ad avere un basso livello di autostima.

Stile perfezionistico: questo stile è caratterizzato dalla convinzione che bisogna riuscire bene in tutto e che il valore del bambino dipende dai suoi successi. I genitori che hanno questo stile educativo tendono a pretendere il massimo dai bambini, a volte pretendono prestazioni molto elevate e a volte considerano in modo completamente sbagliato ciò che non è fatto in maniera perfetta. Il bambino acquisisce un  atteggiamento perfezionistico e teme disapprovazione e rifiuto qualora non riesce in maniera ottimale nelle sue attività. Sbagliare è una catastrofe per questi bambini.

Stile incoerente: in questo stile educativo i genitori gratificano o puniscono i figli in base al loro umore anziché in base all’adeguatezza del comportamento dei bambini. Tali genitori non danno regole chiare e spesso i bambini, non avendo regole e punti  di riferimento chiari, non sanno riconoscere quando sbagliano e quando sono nel giusto, possono crescere con senso di insicurezza  e possono sviluppare reazioni d’ansia.

Ogni genitore   si relazione con il proprio figlio secondo lo stile educativo preferito, che  solitamente ha appreso dai propri genitori e dalla propria famiglia d'origine, nella gran parte dei casi si rapporta con i figli  incosapevolmente e istintivamente.

Cerchiamo di NON:

-         Umiliare  ovvero sgridare il bambino davanti agli altri e in pubblico alimenta rabbia e aggressività, piuttosto che sortire effetti educativi.

-         Svalutare  i figli. Spesso occorre pensare bene alle parole da usare per rimproverare i bambini. Dargli dell’incapace per un brutto voto, oppure denigrarlo non lo aiuta a capire dove ha sbagliato e come fare a risolvere il problema.

-         Evitare di ascoltare il bambino. Occorre impegnarci ad ascoltare il bambino, in maniera attiva cercando di capire quali sono le sue esigenze, desideri e  richieste. Se il bambino non si sente ascoltato, si sente meno importante,  allora rinchiude in sé i suoi sentimenti e le sue emozioni, che ritiene inadeguati in quanto non degni di ascolto.

Cerchiamo piuttosto di  offrire una base sicura al bambino, attraverso l’ascolto dei suoi bisogni  e delle sue parole. Sosteniamolo nello  sviluppo dell’autonomia: importante è che i bambini possano sperimentare, provare e sbagliare. L’adulto deve dare fiducia e incoraggiare il bambino a tentare, a  provare e a fare nuove scoperte.

Aiutiamo i bambini a sviluppare e valorizzare i punti di forza e rinforzare o eliminare i punti di debolezza. Cerchiamo di aiutarlo a riconoscere i successi e incoraggiamolo anche negli insuccessi. Prendiamoli sul serio e cerchiamo di non ironizzare.  Abituamoli a prendere decisioni e a sopportare le frustrazioni della vita imparando ad accettare i no. Coinvolgiamoli in attività costruttive.

Sottolineamo che il genitore "perfetto" non esiste e nessuno nasce preparato all’essere genitore. Durante  il cammino si incontreranno non solo gioie e gratificazioni ma anche difficoltà, quali angoscia  e confusione  nella continua ricerca della cosa giusta da fare o da dire  per guidare i figli   lungo la strada  per diventare adulti felici ed equilibrati. Cerchiamo di far sentire i bambini amati ricordandoci che  non dobbiamo essere infallibili e invincibili per essere dei genitori perfetti e ricordiamoci che anche noi siamo stati "figli".

Se, per caso, qualcuno si fosse ritrovato in qualcuno degli stili educativi elencati, niente paura!  Prossimamente online il percorso che stiamo ideando per i genitori.  Ricordiamo che   "La mente intelligente è in continuo apprendimento..."(Bruce Lee) e, quindi, per chi volesse approfondire consigliamo i seguenti testi di lettura  e se avete dubbi, domande o altro potete contattarci! A presto:-)

Testi di lettura:

Bruno Bettelheim, Un genitore quasi perfetto, Ed. Feltrinelli.

Richard Templar , Le regole per i genitori,  Avallardi Editore, Milano.

Fabio, R.A., Genitori positivi, figli forti, ed. Erickson

Gordon, T , Né con le buone né con le cattive. Bambini e disciplina.

Poli O, Non ho paura a dirti no.I genitori e la fermezza educativa. Ed. San Paolo.

Asha Phillips , I no che aiutano a crescere.

Anderson E, Redman G, Rogers C (2001), Come sviluppare l’autostima del bambino” ed. TEA, Milano.

Lucia Rizzi, Fate i bravi, ed. Bur, Milano.

Il genitore perfetto non esiste, ma sicuramente esistono genitori più attenti e rispondenti ai bisogni dei propri figli.