La crisi adolescenziale e i cambiamenti della pubertà

L’adolescenza è uno di periodi più complicati e difficili della vita non solo per i ragazzi, ma soprattutto per chi gli sta più vicino (come i genitori,  gli insegnanti e gli educatori). La spensieratezza dell’infanzia è ormai un lontano ricordo e ha lasciato spazio ad ansie, dubbi e continui cambiamenti d’umore.

Di norma l’adolescente vive un grande travaglio interiore, il suo corpo cambia, si trasforma con l’arrivo della pubertà e lui non si riconosce più nel bambino di prima. All’improvviso il ragazzo rivendica più autonomia e vorrebbe essere già considerato un adulto, anche se non ha ancora sviluppato sufficienti capacità psicologiche e di emancipazione per esserlo.

Donald Winnicott, noto psicoanalista inglese, affermava che “l’adolescenza è una malattia che il tempo può guarire”, mettendo in evidenza il travaglio che il ragazzo attraversa in questo periodo di vita in cui vive un profondo conflitto d’identità.

Essere genitori di figli adolescenti è difficile, mette a dura prova le proprie sicurezze e capacità.

Infatti chi è genitore di un adolescente generalmente si trova di fronte ad un figlio che è diventato uno sconosciuto ed è disorientato, non sa più come comportarsi con lui.

Questa fase critica si manifesta di solito quando il ragazzo entra nella pubertà.

La pubertà è un normale fenomeno fisiologico legato alla crescita dell’individuo. Consiste nel raggiungimento della maturità sessuale e della capacità di generare figli.

Si manifesta intorno ai 12-13 anni attraverso la comparsa dei caratteri sessuali secondari. Alcuni di questi caratteri sono comuni nei maschi e nelle femmine, come la comparsa della pelosità pubica e ascellare. Nel ragazzo la laringe si trasforma e cambia il timbro della voce, il pene e i testicoli crescono di dimensioni. Si presenta la prima eiaculazione di liquido seminale.

Nella ragazza si sviluppano i seni, compaiono le secrezioni vaginali e, in seguito, le mestruazioni.

Quindi l’adolescenza (dal latino adolesco = “inizio a crescere”) è uno specifico periodo dello sviluppo che ha inizio con la pubertà e che si caratterizza per numerosi e importanti cambiamenti:

A livello fisico c’è il raggiungimento della maturità sessuale corporea.

A livello emotivo aumentano le spinte pulsionali affettive ed aggressive, che il ragazzo fatica a controllare e che potrebbe agire concretamente. Per questo l’adolescente è ipersensibile alle critiche, ha repentini sbalzi d’umore e diventa spesso irascibile: ha maggiore difficoltà a controllare le sue emozioni.

livello cognitivo si sviluppa il pensiero astratto e ipotetico. I ragazzi iniziano a formulare ipotesi, riflettere su se stessi ed a riconoscere la dimensione temporale della vita, facendo i conti con la finitezza dell’esistenza umana e con la realtà della morte. Ciò li mette a contatto con sentimenti di incertezza e con vissuti depressivi.

A livello relazionale vi sono numerosi cambiamenti. Mutano i rapporti che si instaurano con gli altri. Gli adolescenti tendono ad assumere con i genitori comportamenti oppositivi, di ribellione e di protesta. Vengono messi in discussione i valori proposti dalla famiglia per cercarne dei propri.

Spesso c’è un alternarsi di comportamenti contraddittori: a volte il ragazzo esprime bisogni di autonomia e di libertà, altre volte si comporta in modo infantile e chiede ai genitori coccole e affetto. Si instaurano nuovi legami di amicizia con i coetanei: i ragazzi preferiscono il sostegno del gruppo dei pari per poter esplorare insieme il mondo e perché così si sentono più forti e capaci di dominare le loro paure. Infatti l’adolescente, anche se tenta di emanciparsi, ha paura di affrontare il mondo da solo, ma disdegna la compagnia dei suoi genitori, preferendo quella dei coetanei.

L’adolescente, dunque, vive un malessere profondo basato sui paradossi che caratterizzano questa fase di vita: da un lato desidera crescere ed affermarsi e, dall’altro lato, prova talvolta nostalgia per l’infanzia, una sorta di paradiso perduto, ed ha paura di confrontarsi con il mondo esterno. Tutte queste contraddizioni sono fonte spesso di tensione interna, che il ragazzo a volte non riesce a mentalizzare e che lo portano o a chiudersi, inibendosi, o a reagire in modo aggressivo, per scaricare queste tensioni.

 

 

Alcuni suggerimenti di lettura: L’età incerta di Silvia Veggetti Finzi e Anna Maria Battistin, Saggi Mondadori.