Papà sei importante per me!

Nel corso degli ultimi decenni il ruolo svolto dalla figura pater-na all’interno della famiglia ha subito radicali trasformazioni.

 

Se in passato il pater familias rappresentava la massima espressione dell’autorità e il compito di accudire i figli era assegnato in modo esclusivo alla donna, nella società odierna sono numerose le donne che, lavorando a tempo pieno, fanno maggior affidamento ai papà nella crescita dei loro bambini.

 

A prescindere da queste considerazioni, le attuali ricerche in psicologia considerano di grande importanza la figura maschile per lo sviluppo psichico e la formazione dell’identità dei figli.

 

In primo luogo la “funzione paterna”ha inizio ancor prima della nascita:già durante la gravidanza il futuro papà è chiamato a svolgere il delicato compito di “contenere” le ansie e le preoccupazioni della sua compagna, spesso disorientata di fronte ai cambiamenti corporei della gestazione e bisognosa di sostegno. La sua presenza protettiva è fondamentale anche nel momento del parto, evento fisicamente ed emotivamente intenso per ladonna.

 

E’ chiaro che la scelta di assistere al parto da parte dei neo-papà dovrebbe essere libera e concordata prima con la compagna in modo che ci sia una preparazione della coppia a questo avvenimento decisivo e arricchente della loro vita.

 

Numerosi studi hanno evidenziato che il neonato,già nel primo mese di vita, è capace di distinguere le differenti qualità sensoriali del padre e della madre e di reagire di conseguenza ad esse. Quindi, sin da subito, il nostro piccolo distingue la mamma dal papà: il ruolo paterno si configura come complementare a quello femminile.

 

Nel corso della crescita è molto importante lo spazio che la madre lascia al padre nel rapporto con il figlio, il modo in cui lei se lo rappresenta mentalmente e il valore che gli dà. Una madre che non permette alla figura paterna di entrare in relazione con il neonato e che rimane attaccata ad una relazione totalitaria ed onnipotente con il figlio, lo priva della possibilità di separarsi da lei e di emanciparsi per potersi adattare al mondo esterno.

 

Questo atteggiamento potrebbe avere ripercussioni negative nello sviluppo psichico del figlio. Infatti l’instaurarsi di una relazione significativa, sicura e costante con il padre permette al bambino un adeguato sviluppo sociale ed emotivo. Caratteristica fondamentale della funzione paterna è proprio quella di promuovere il processo di separazione dalla madre e di fornire al figlio gli strumenti per formarsi una sua identità e per potersi affermare nel mondo.

 

E’ importante che la figura paterna sia attenta e amorevole, senza però essere una copia della madre: ciascun genitore ha un proprio ruolo che si integra e si completa vicendevolmente.

 

Erich Fromm, nella sua opera “L’arte di amare” spiega bene la differenza fra l’amore paterno e materno: mentre la mamma ha il compito di amare in modo ‘incondizionato’ dando al figlio la sicurezza di essere totalmente accolto in modo da rafforzare la sua autostima; l’amore dato dal padre è ‘condizionato’ e non scontato, pone una conquista e delle regole a cui il bambino si sforza di aderire e che lo aiutano nello sviluppo di un amore più maturo.

 

In questo modo il figlio sarà stimolato a sviluppare le sue risorse per potersi adattare al mondo circostante e per superare le difficoltà, accettando le regole e la presenza di un’autorità.


Il figlio nel rapporto con il genitore dello stesso sesso scopre le somiglianze, si può identificare con lui per rafforzare la propria identità di genere; con il genitore di sesso opposto riconosce le differenze prendendo coscienza della diversità dei ruoli.


In particolare,per il figlio maschio il padre incarna un modello di identificazione basilare per la propria identità sessuale. E’ molto importante la relazione che si instaura fra il papà e il bambino con il gioco: in queste piccole sfide competitive il figlio impara dal papà come gestire le emozioni, come affrontare le paure e ad attendere alla soddisfazione immediata degli impulsi.
Purtroppo nel caso che la figura paterna sia completamente assente o molto deludente per il figlio, quest’ultimo potrebbe sviluppare problemi nella strutturazione della sua personalità.

 

Un papà aggressivo e svalutante potrebbe causare nel figlio problematiche nello sviluppo della sua autostima e nella gestione delle emozioni violente, mentre l’assenza della figura paterna potrebbe spingere il figlio a compensare tale mancanza con un’eccessiva idealizzazione di tale rappresentazione, creandosi un modello interiore molto lontano da una figura reale.
Riguardo alla figlia femmina è indubbia l’importanza del padre come figura di riferimento che fornisce un’immagine di differenza utile per la separazione dalla madre.

 

Una buona relazione con il padre è di grande aiuto per rafforzare la propria autostima e una presa di coscienza delle sue qualità femminili.

 

Tale relazione tuttavia deve avere un giusto equilibrio fra vicinanza e distanza: se troppo stretta potrebbe bloccare la figlia in fissazioni sulla sua figura non consentendole di orientare l’attenzione su altre figure maschili; se troppo fredda e distante potrebbe indurre al contrario timori e difficoltà nell’avvicinarsi agli uomini.

 

Vi lascio questa frase di Erich Fromm: “L'amore è un potere attivo dell'uomo; un potere che annulla le pareti che lo separano dai suoi simili, che gli fa superare il senso d'isolamento e di separazione, e tuttavia gli permette di essere sé stesso e di conservare la propria integrità”.