Rilassamento: l'armonia tra mente e corpo

 

"Ero abituato a portare il Mondo sulle mie spalle, finché i miei muscoli tesi non si sentirono pesanti come macigni. Poi, un giorno, il Maestro mi disse: “Questo Mondo non ha bisogno di essere trasportato, quindi, respira e rilassa le tue ossute e piccole spalle”. (Maestro di Qui Gong)

 

 

Alle volte può capitare in un momento di agitazione di sentirsi dire “Rilassati!”, bella la parola peccato che alle volte non tutti sanno come fare per rilassarsi. Partiamo dal considerare che la vita umana si svolge in quattro fasi ricorrenti: rilassamento, allarme, tensione e azione. Il rilassamento e il sonno sono necessari per l’individuo per rigenerarsi.

 

L’allarme è la fase di vigilanza, di attenzione affinché riusciamo ad adattarci all’ambiente e a difenderci dai pericoli. L’allarme agisce a livello mentale. La tensione è la fase di eccitazione, necessaria a mobilitare tutto l’organismo in vista dell’azione.

 

La tensione agisce a livello fisico. L’azione, infine, è l’attività liberatrice. Spesso i ritmi sempre più incalzanti e frenetici della vita e della società moderna portano gli individui a privilegiare e sostenere di più situazioni di allarme e tensione piuttosto che di calma e rilassamento. Questo comporta un aumento della tensione nervosa che provoca un irrigidimento del tono muscolare e l’alterazione della conduttività nervosa e del sistema endocrino.

 

Possono sorgere tic nervosi e blocchi muscolari, che possono interessare gambe, spalle, schiena, collo, articolazioni ecc. Anche gli organi interni possono iniziare ad inviare segnali di disagio: gastrite, colite, tensioni addominali, blocco mestruale nelle donne, difficoltà respiratorie, alterazioni del battito cardiaco ecc.

 

In conseguenza sorgono e si amplificano i disagi psichici: ansie, fobie, incubi notturni, insonnia, agitazione, frustrazione ecc. La tensione a lungo andare provoca una distonia, una dissociazione tra mente e corpo e in pratica la mente non agisce più in armonia con il corpo. Le tecniche di rilassamento mirano a fare da mediatrici tra mente e corpo e a riportare la pace tra le due parti. Inoltre, sono utili per riequilibrare l’energia circolante nel sistema nervoso e muscolare, eliminando le tensioni.

 

Esse sono nate per dare una risposta immediata al disagio psicofisico. Vi sono diverse tecniche di rilassamento, ognuna ha la sua storia, la sua modalità di apprendimento e un suo obiettivo che la rende più efficace per alcuni individui e meno per altri. Edmund Jacobson, un neurofisiologo americano, ideò il rilassamento progressivo di Jacobson. Egli si accorse che quando una persona è molto eccitata le comuni tecniche di rilassamento non funzionano, anzi la sola idea di rilassarsi turba e stressa ulteriormente l’individuo.

 

Dopo uno studio psico-neuromuscolare della tensione e del rilassamento nel 1929 scrive un libro “Rilassamento progressivo”, che ottiene un buon successo tanto che nel 1934 lo stesso Jacobson pubblica un altro testo “L’arte del rilassamento”. Secondo Jacobson quando una persona ad esempio stringe forte una mano riesce ad accorgersi che i suoi muscoli sono in tensione, quando poi riapre la mano si accorge che il muscolo si sta rilassando.

 

Attraverso dei semplici esercizi di contrazione e rilassamento muscolare che si apprendono gradualmente e che interessano i diversi distretti muscolari si perseguono i seguenti obiettivi:

-rendere consapevole la persona dello stato tensionale in cui vive;

-imparare ad ascoltare il proprio corpo e a riconoscere le tensioni muscolari e rilassarsi.

 

Attraverso l’apprendimento degli esercizi la persona riesce gradualmente a sbloccare i distretti corporei in cui le tensioni si sono accumulate e riportare l’armonia tra mente e corpo